...“L’idea era di eliminare tutto quello che poteva mettere a disagio ed essere imbarazzante e creare una godibile esperienza per un ragazzo di 16 anni” dice Gardoni. La soluzione propone delle “unità” autosufficienti che comprendono una sedia, specchio con schermo tv e un lavandino che ruota all’esterno, per fare in modo che il cliente non debba mai doversi muovere dalla sua postazione.
All’ingresso troviamo un’area d’attesa con gameboys, playstation 2 e portatili per collegarsi ad internet. Funziona perfettamente e dà un piacevole senso di privacy che deriva dall’avere tutto a portata di mano.
Il lavandino a scomparsa è un pezzo di design molto pulito, quando la poltrona si reclina e ci si appoggia ad esso non ci si sente per nulla vulnerabili come quando ci si deve piegare in avanti o indietro nel lavandino di un barbiere di tipo tradizionale.
Gli elementi dedicati alla clientela più giovane prendono forma nei “giochi” per i ragazzi, nell’illuminazione brillante e nella musica dance ad alto volume.
(Blueprint, March 2001)
It looks rather fabulous. A fluid, zeitgeist-y, kubrick-esque kind of look which dovetails neatly with the current social landscape. The pods are a big-boys delight. Imagine Joe Colombo designing the dashboard of an X-wing fighter and you’ll get the picture. Part seventies Vidal Sassoon, part clocworkorange Korova milk bar, it’s tonsorial heaven for mods and droogs alike.
(GQ, January 2001)
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